
Il romanzo “La Diva Simonetta – la sans par”, pubblicato da Aiep Editore, trova il riscontro della critica e dei lettori imponendosi nel panorama letterario italiano come opera raffinata e profonda, fortemente legata alla realtà dei fatti come ci sono stati tramandati da artisti, storici e letterati del tempo.
Negli anni sono stata ospite con il mio romanzo su Simonetta di numerose testate giornalistiche, convegni letterari e musei prestigiosi come il Mart di Rovereto e la Galleria degli Uffizi di Firenze.
Il 18 febbraio 2026 sarò ospite con il mio romanzo storico del Bozar Museum di Bruxelles per l’inaugurazione della mostra Bellezza e Bruttezza. Beauty and Ugliness in the Renaissance.
L’interesse degli esperti dei critici d’arte verso quest’opera sta nel fatto che, pur essendo un romanzo, fonda la narrazione dei fatti su documentazione storica ritrovata negli archivi e celata nelle opere d’arte.
Lo scenario è la Firenze rinascimentale della seconda metà del ‘400, un’epoca storica singolare per la ricchezza culturale e l’effervescenza politica che connotano la fioritura dei Comuni e delle Signorie. L’esuberanza artistica della società del tempo fa da coronamento a una storia vera, celata nei documenti del periodo seppelliti in biblioteche e velata nelle opere d’arte del Botticelli, del Ghirlandaio, di Benozzo Gozzoli e altri maestri.
È la storia di una giovane donna, Simonetta Cattaneo Vespucci, morta prematuramente all’età di ventitré anni nel 1476, decantata in vita per la sua bellezza e celebrata per la gentilezza d’animo. Simonetta è al centro della società fiorentina del tempo, amata da Giuliano e da Lorenzo de’ Medici, ma anche da altri personaggi come Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici e dallo stesso Botticelli.
Dagli studi condotti a Firenze è emerso un quadro stravolgente, dove ogni tessera del mosaico ha delineato la vera storia della ragazza che ho voluto narrare nel romanzo, immergendo il lettore nella Firenze del tempo, con attenzione ai costumi, alle usanze, agli eventi.
Un tratto distintivo che caratterizza la sua rappresentazione è, spesso, il collo ben in evidenza, di una tinta candida quasi diafana. Tale figura ha ispirato artisti successivi e appare molto probabile che lo stesso Modigliani abbia tratto spunto dalle figure eteree e soavi del Botticelli.
In realtà Simonetta morirà a soli 23 anni di una malattia non ben identificata, che alcuni studiosi hanno definito come legata alla conformazione del collo. Sappiamo che Simonetta, nella fase terminale della malattia, fu curata da due medici differenti: uno, maestro Stephano, inviato dal Lorenzo il Magnifico e l’altro, maestro Moyse, chiamato dalla famiglia Vespucci.
Nell’opera di ricerca sono stata aiutata molto dalla copiosa produzione letteraria che narra di questa donna; così ho deciso di introdurre ogni capitolo con dei passi letterari o documentari che, in qualche modo, svelano dettagli in merito a Simonetta. Il panorama che ne è venuto fuori è strabiliante e ci mostra la realtà della Firenze rinascimentale dell’epoca di Lorenzo il Magnifico, costellata da personaggi illustri che sono poi passati alla storia come grandi artisti e filosofi.
L’opera letteraria di maggiore interesse è “Le stanze per la Giostra” di Agnolo Poliziano, un poemetto in ottave composta per celebrare la vittoria riportata da Giuliano de’ Medici in un torneo tenutosi il 29 gennaio 1475 a Firenze, nella piazza di Santa Croce.
L’avvenenza della giovane ne costituirà anche motivo di sventura, in quanto la renderà preda della malvagità e della cupidigia umana. Alla sua morte Simonetta diventerà un’icona di bellezza e di grazia, tanto da essere resa eterna in opere pittoriche e letterarie di svariati cantori dell’animo umano. Per tutti sarà la sans par.
ALCUNE FONTI STORICHE E LETTERARIE DI RIFERIMENTO:
– Stanze per la Giostra di Giuliano de’ Medici, Agnolo Poliziano, 1454;
– Corrispondenza di Lorenzo de’ Medici, Archivio di Stato Firenze, 1492;
– Corrispondenza di Luigi Pulci, Archivio di Stato Firenze, 1480;
– Istorie fiorentine, Machiavelli, 1532;
– Canzoniere, Lorenzo de’ Medici, 1475;
– Anima peregrina e Commento, Tommaso Sardi, 1494, Medicea Laurenzi7ana di Firenze;
– Memoires, Philippe de Commynes, 1589.




