“Tiroide e salute: io mi informo bene” è il tema della settimana mondiale della tiroide che andrà dal 25 al 31 maggio 2022. La corretta informazione è il tema scelto per l’edizione 2022 e, in occasione di questo annuale appuntamento, si cercherà di dare risposta alle tante domande delle persone affette dalla patologia.
La raccomandazione principale è quella di controllare costantemente la qualità e la veridicità delle informazioni, facendo riferimento ai medici di famiglia e agli specialisti.
In occasione degli approfondimenti programmati sembra utile focalizzare l’attenzione sul problema attraverso l’arte.
L’oggetto di questa riflessione è una donna che rappresenta la bellezza senza tempo, in quanto immortalata in opere universali, che attraggono i visitatori di tutto il mondo, identificando in tale figura l’idea sublime di bellezza.
Si tratta di Simonetta Cattaneo Vespucci, modella del Botticelli che ha dato spunto a capolavori di estrema perfezione, quali La Primavera e La nascita di Venere.
Un tratto distintivo che caratterizza la sua rappresentazione è, spesso, il collo ben in evidenza, di una tinta candida quasi diafana. Tale figura ha ispirato artisti successivi e appare molto probabile che lo stesso Modigliani abbia tratto spunto dalle figure eteree e soavi del Botticelli.
In realtà Simonetta morirà a soli 23 anni di una malattia non ben identificata, che alcuni studiosi hanno definito come legata alla conformazione del collo. Sappiamo che Simonetta, nella fase terminale della malattia, fu curata da due medici differenti: uno, maestro Stephano, inviato dal Lorenzo il Magnifico e l’altro, maestro Moyse, chiamato dalla famiglia Vespucci.
Nella stesura del romanzo “La Diva Simonetta”, che narra la sua storia, uno degli aspetti che maggiormente colpisce è il ritrovamento di uno scambio epistolare tra Lorenzo il Magnifico e Piero Vespucci, suocero di Simonetta, nel quale quest’ultimo informa Lorenzo del peggioramento dello stato di salute della donna, nonostante sia curata dai due luminari, che non concordano sulla cura da prescrivere, finendo per litigare. In una successiva missiva Piero accenna alla problematica del pagamento del secondo medico, cosa molto strana in quanto i Vespucci sono benestanti e la stessa Simonetta ha portato allo sposo una forte dote in miniere di ferro. Questo particolare tinge ancor di più la sua storia di tinte fosche.
La bellezza di Simonetta è destinata a permanere in eterno impressa nelle menti di generazioni intere, suscitando stupore, ammirazione, amore per l’arte e per la sua capacità di svelare aspetti del nostro intimo che non conosciamo.
Capace di emozionare.
Brano tratto dal romanzo “La Diva Simonetta”:
La visione fu stupefacente e Giuliano dovette cercare una sedia per evitare di cadere a terra. Lo vidi sorridere e piangere di felicità e dolore nello stesso tempo.
Davanti a noi prendeva forma, sotto le pennellate lente e precise del maestro, la Diva Simonetta.
Nelle vesti di Venere, appena sgorgata dal mare, la leggiadra figura si presentava in tutta la sua sensualità mentre, pudicamente, tentava con le mani di coprire le nudità. Una larga conchiglia la sosteneva sull’amato mare, mentre cespugli di capelli biondi le scendevano giù dalle spalle aleggiando soavemente nel vento di primavera. La pelle era bianca, quasi splendente, forse grazie al riflesso della luce sulla madreperla della conchiglia, a denotare la purezza della sua anima.
Botticelli stava lavorando con un fine pennello a spandere l’oro dei capelli. Filo per filo ondeggiavano voluttuosi nel cielo limpido e si capiva come il maestro avesse perso tutto quel tempo a disegnarli uno per uno. Ma ciò che colpì di più Giuliano fu l’espressione del volto; era la stessa della donna che gli era apparsa in sogno. Calma, serena, non un dispiacere attraversava la sua mente ma, impassibile, sembrava sospesa in un tempo e uno spazio smisurati, al di fuori della dimensione terrena.
Che fosse apparsa in sogno anche al maestro? Più la guardava e più si convinceva di questo.