Vincent van Gogh e Émile Bernard

Émile Bernard
Ritratto di Toulouse-Lautrec

La mostra “Van Gogh Multimedia & Friends” di cui è curatrice scientifica per la sezione multimediale Giovanna Strano, autrice del romanzo “Vincent in Love – il lavoro dell’anima” edito da Cairo, approda a Parma, Capitale della Cultura 2020, dal 31 gennaio al 26 aprile, a Palazzo Dalla Rosa Prati.

La scelta di presentare l’arte tramite l’utilizzo di tecnologie multimediali avanzate permette di amplificarne la forza comunicativa, impiegando contemporaneamente diversi canali trasmissivi:quello visivo delle immagini, uditivo dei suoni e della musica, sensoriale degli oggetti e degli ambienti ricostruiti. Attraverso la mutuazione dei vari linguaggi il visitatore è immerso in un percorso avvolgente, traportato in un viaggio virtuale alla scoperta del pittore, dell’artista, dell’uomo: Vincent van Gogh.

La finalità che dà significato a tutto il progetto, è quella di assolvere anche a una missione educativa e didattica, in quanto sono previsti specifici percorsi di coinvolgimento delle scuole, al fine di accompagnarle in uno straordinario viaggio, alla scoperta della vita e delle opere del grande artista. Difatti il racconto si snoda per immagini e suoni, in un’avventura nel tempo e nello spazio.

Vincent Van Gogh ed Émile Bernard sono stati legati da una sincera amicizia.

All'interno della mostra di Parma vi è uno spazio denominato "stanza segreta" dove per la prima volta sono esposte al grande pubblico due opere dell'artista Émile Bernard di proprietà della Marchesa Zaira Dalla Rosa Prati Grossi, dono della famiglia Bernard al padre.

 

Lettera di Vincent van Gogh a Émile Bernard, Parigi dicembre 1887.
"Mio caro vecchio Bernard,
Sento il bisogno di chiedere perdono per averti lasciato così all'improvviso l'altro giorno, lo faccio con la presente, senza indugio. Ti consiglio di leggere Les Légendes Russes di Tolstoj e ti farò anche avere l'articolo su E. Delacroix di cui ti ho parlato.
Io, da parte mia, sono andato comunque da 
Guillaumin, ma di sera, e ho pensato che forse non conoscevi il suo indirizzo, che è 13 quai d'Anjou. Credo che, come uomo, Guillaumin abbia idee più solide delle altre e che se fossimo tutti come lui, produrremmo più cose buone e avremmo meno tempo e inclinazione per essere criticati  dagli altri. Continuo a credere che - non perché ti abbia donato una parte del mio pensiero ma perché diventerà la tua stessa convinzione - continuo a credere che ti renderai conto che negli studi non solo non si impara molto fino alla pittura, ma neanche molto di buono in termini di saper vivere. E che uno si trova obbligato a imparare a vivere, come si fa a dipingere, senza ricorrere ai vecchi trucchi. Non penso che il tuo ritratto di te stesso sarà il tuo ultimo, o il tuo migliore - anche se tutto sommato sei spaventosamente te."


Émile Bernard (1868 - 1941) pittore simbolista, dal talento precoce, proviene da una famiglia dell’agiata borghesia francese.

Appassionato di pittura, da giovane trascorre gran parte del suo tempo libero al Museo di Lille, per analizzare e comprendere le opere dei grandi maestri e, a Parigi, a soli sedici anni entra nell’Atelier Cormon.

In breve tempo, dopo aver frequentato l'Atelier Cormon, Bernard capisce che l’accademismo non fa per lui e, dopo aver incontrato l'amico 
Vincent Van Gogh, si trasferisce con lui sulle rive della Senna dove ha l’opportunità di conoscere e sperimentare le scoperte sul colore di Georges Seraut.

A contatto con i più grandi artisti dell’epoca, Bernard è tra i primi ad intuire la grandezza di Van Gogh e di Paul Cézanne. Nel 1889 insieme ad altri artisti, sotto la definizione di “ Impressionista e Sintetista”, espone una serie di celebri tele al caffè Volpini di Parigi.

Il mio amico Émile Bernard, con il quale stava nascendo una forte intesa, in una serata di allegria mi aveva condotto da lei presentandomela come la musa ispiratrice degli artisti che dipingevano a Parigi.
Di lei mi colpì la spigliatezza e l’atteggiamento gaio; riusciva a instaurare con immediatezza rapporti cordiali con tutti, togliendo ogni imbarazzo. Dimostrò subito interesse domandando di cosa mi occupassi e chiedendo di poter visionare le mie opere.
«Cara signora, è un onore per me» risposi con prontezza e galanteria «anzi, farò di più, domani sera tornerò qui e le farò un ritratto!»
Lei rise sonoramente rispondendo:
«Non sarebbe assolutamente il primo ritratto che ricevo, comunque sì, mi farebbe piacere posare per lei, Émile mi ha parlato molto della sua arte, presagendo che un giorno ci lascerà tutti sbigottiti ad ammirarla».
«Non credo proprio signora, Émile è un amico. Comunque sia, domani sarò tutto per lei.»


Brano tratto dal romanzo "Vincent in Love" di Giovanna Strano.




           
 
 
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