Venezia 8 Giugno 2018
Presentazione "Vincent in Love - il lavoro dell'anima"


Grande evento per il mio "Vincent in Love - il lavoro dell'anima" edito da Cairo.
A Venezia è prevista la presentazione della mostra Van Gogh Multimedia Experience alle autorità e alla stampa nelle splendide sale del Palazzo Ca' Faccanon che ospita la Mostra, quindi la presentazione del mio romanzo e dei contenuti che hanno ispirato la mostra nella cornice unica del Palazzo Ca' Sagredo.





foto dell'evento
   
PALAZZO CA’ SAGREDO

Il Palazzo Morosini Sagredo risale originariamente al XIII secolo; edificato per conto della famiglia Morosini, è stato più volte ristrutturato nel corso della sua storia. Il primo proprietario fu Lorenzo Morosini, uno dei patrocinatori dell’Accademia Pellegrina cui aderirono pittori del calibro di Tiziano e Tintoretto, di cui abbiamo notizia attraverso un documento risalente al 1570. Intorno alla metà del 1600 il Palazzo divenne proprietà dei Sagredo, considerati allora una delle più illustri famiglie del Patriziato veneto, presenti nel Maggior Consiglio della Repubblica.

Nelle stanze di Ca’ Sagredo fu ospite anche Galileo Galilei, intimo amico di Gianfrancesco Sagredo, uno dei tre protagonisti del “Dialogo sui massimi sistemi” che lo scienziato ambientò proprio in questo Palazzo sul Canal Grande. L’opera è stata scritta tra il 1624 e il 1630 ed è strutturata in forma di dialogo fra tre personaggi: Simplicio (che riprende il nome dell'antico filosofo del VI secolo Simplicio di Cilicia), Sagredo e Filippo Salviati. Il Dialogo è portato avanti da tre diversi personaggi: due di questi, Salviati e Simplicio, sono due scienziati; il terzo invece è il patrizio veneziano Sagredo. La scelta dei personaggi e il loro numero non è casuale: Galileo utilizza i due scienziati come portavoce dei due massimi sistemi del mondo, cioè delle due teorie che in quel periodo andavano scontrandosi. Il terzo interlocutore rappresenta invece il discreto lettore, l'intendente di scienza, colui a cui è destinata l'opera: interviene infatti nelle discussioni chiedendo delucidazioni, contribuendo con argomenti più colloquiali, comportandosi come un medio conoscitore di scienza. Il trattato ebbe da subito un enorme successo, ma la Chiesa, che dapprima ne aveva concesso l'imprimatur, mutò radicalmente la sua posizione, inserendola nell'Indice dei libri proibiti nel 1633.

Il Dialogo si presenta come una confutazione del sistema tolemaico-aristotelico a favore del sistema copernicano. Si pone come un importante scritto filosofico all'interno di quella che sarà l'imminente rivoluzione scientifica, conciliando linguaggio e semplicità divulgative. Il nuovo metodo scientifico, chiamato appunto metodo galileiano, si muoverà da questa sua pubblicazione. Oltre che un trattato scientifico-astronomico infatti rappresenta una grande opera filosofica.

Brani tratti dall’opera “Dialogo sui massimi sistemi” di Galielo Galilei

«Al discreto lettore… Mi trovai, molt’anni sono, piú volte nella maravigliosa città di Venezia in conversazione col signor Giovan Francesco Sagredo, illustrissimo di nascita, acutissimo d’ingegno. Venne là di Firenze il signor Filippo Salviati, nel quale il minore splendore era la chiarezza del sangue e la magnificenza delle ricchezze; sublime intelletto, che di niuna delizia piú avidamente si nutriva, che di specolazioni esquisite… Fatta la radunanza nel palazzo dell’illustrissimo Sagredo, dopo i debiti, ma però brevi, complimenti, il signor Salviati in questa maniera incominciò».

Nel 1661 il palazzo venne venduto a Nicolò Sagredo, già ambasciatore di Venezia a Roma e futuro Doge (1675-1676), oltre che primo grande collezionista d’arte della famiglia.
Successivamente, su un progetto di Andrea Tirali databile ai primi tre decenni del ‘700, il Palazzo subì importanti lavori di ristrutturazione degli interni: la creazione dello scalone, le numerose decorazioni a stucco e la riorganizzazione delle sale. Zaccaria Sagredo, vissuto nella seconda metà del secolo XVIII, raccolse nel palazzo una collezione, considerata tra le più importanti d’Europa, composta da oltre 800 dipinti realizzati dall’epoca del Rinascimento ai suoi giorni e da circa 2000 fra disegni (anche di Leonardo) e incisioni, oltre a una fornitissima e preziosa biblioteca. La stessa passione per l’arte fu ereditata dal nipote Gerardo che nel 1718 commissionò a Carpoforo Mazzetti e Tencalla gli stucchi che ancora decorano l’ammezzato del sottotetto, costituito da sette stanze destinate a luogo di incontro e di svago.

Alla morte di Gerardo Sagredo iniziò una lunga e controversa azione legale testamentaria per decidere a quale ramo della famiglia spettasse il Palazzo, il cui prestigio era tale che nel 1791 l’imperatore Leopoldo II ammirò la Regata organizzata in suo onore dal balcone del piano nobile.
Merita di essere menzionata Marina Sagredo, famosa per il suo anticonformismo, lo spirito liberale, l’impegno e l’attività artistica, al punto di trovarsi ad affrontare diverse controversie con i Magistrati della Repubblica. Fu a lei che Carlo Goldoni nel 1700 dedicò la commedia “La Sposa Virtuosa”. Nel 1808 Ca’ Sagredo passò a Zuane Sagredo e, nella seconda metà dell’Ottocento, la proprietà andò ad Agostino Sagredo, letterato, patriota e senatore del Regno d’Italia, che vi abitò fin quasi alla sua morte avvenuta nel 1871.

I Sagredo erano collezionisti d'arte e grandi amanti di Venezia e la loro dimora ne rimane ancora oggi una splendida testimonianza. Il patrimonio artistico di questo palazzo veneziano comprende alcuni spettacolari dipinti ad opera di numerosi celebri artisti del XVII e XVIII secolo: Niccolò Bambini, Giambattista Tiepolo, Sebastiano Ricci, Pietro Longhi. 

 

PALAZZO GIUSTINAIN CA' FACCANON

A pochi passi dal ponte di Rialto, Ca’ Faccanon è un rarissimo esempio di palazzo gotico veneziano con una loggia traforata nel piano nobile che non guarda sul Canal Grande.

Ca’ Faccanon è un palazzo che rispecchia la tipica architettura gotica veneziana. È composto da tre piani di circa 550 mq ciascuno: il secondo è l’unico che conserva stucchi di pregio, il primo è invece un rarissimo esempio di pianta completamente aperta. È infatti possibile aprire l’intero spazio in un grande open space.

Il più noto esponente dei Giustinian in Calle delle Acque era Girolamo Ascanio Giustinian. Dal 1872, l’edificio servì come ufficio di poste, e fino nei primi anni 1980 era sede del giornale “Il Gazzettino”. Attualmente è uno spazio espositivo di prestigio a Venezia che accoglie mostre ed eventi di rilevanza internazionale.

   











Biografia di Vincent
Io Vincent
Il lavoro dell'uomo
Lo specchio dell'essere
La fioritura della vita
Il riflesso della natura
Influssi onirici orientali
Il buio dell'anima
I luoghi di Vincent
I colori del tramonto
   

La pubblicazione dell'opera “Vincent in Love – il lavoro dell’anima” di Giovanna Strano edito da Cairo è stata frutto di un insieme di ricerche, approfondimenti, studi e riflessioni condotti da me al fine di restituire al lettore un’immagine estremamente umana e profonda del grandissimo artista.

 

Il lavoro di narrazione è stato elaborato scandagliando nel profondo la personalità di Vincent, biografia alla mano e, soprattutto, accompagnando la scrittura dall’analisi delle lettere, delle fonti critiche e dal contatto con i luoghi reali in cui è vissuto Van Gogh.

A Monreale e  Venezia, nell'ambito della mostra Van Gogh Multimedia Experience, ho riversato il frutto di questi studi e approfondimenti occupandomi della direzione artistica della Mostra che sta riscuotendo notevole interesse e afflusso di pubblico.

Pertanto, per gli appassionati di questo grande pittore e per coloro che volessero conoscere maggiormente l'uomo che si cela dietro i suoi capolavori, propongo dei percorsi di approfondimento fatti di immagini e parole.

 
   

 

 

                     Giovanna Strano

Direttore artistico e curatore della mostra

 
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