La Diva Simonetta e Lorenzo il Magnifico

Simonetta Cattaneo nasce a Portovenere, in provincia di La Spezia, nel 1453 e muore a Firenze nel 1476, all’età di 23 anni.

Musa ispiratrice di numerosi artisti è ritenuta dai contemporanei una delle donne più belle del Rinascimento.

In seguito al matrimonio con Marco Vespucci, nell'aprile del 1469, si trasferisce a Firenze, dove l'arrivo degli sposi coincide con l'assunzione di Lorenzo il Magnifico a capo della Repubblica. I due fratelli Lorenzo e Giuliano accolgono gli sposi nel palazzo Medici di via Larga e in loro onore organizzano una sontuosa festa nella villa di Careggi.

Seguono alcuni anni di feste e ricevimenti alla corte medicea, durante i quali Simonetta si distingue per la nobiltà d'animo e la bellezza, tanto da essere indicata come "la sans par".

Ritratto postumo di Simonetta Vespucci (1476 circa) di Sandro Botticelli.

Museo Städel Francoforte.

 
Lorenzo de Medici.jpg Lorenso de' Medici è particolarmente attratto dal fascino e dall'eleganza di Simonetta, tanto da dedicarle delle liriche. Tra di esse spicca il sonetto:
 

"O chiara stella, che coi raggi tuoi"

Agnolo Bronzino, Ritratto di Lorenzo de' Medici
olio su tela, 1555/1565, Galleria degli Uffizi, Firenze
O chiara stella, che coi raggi tuoi 
togli alle tue vicine stelle il lume, 
perché splendi assai più che ‘l tuo costume? 
Perché con Phebo ancor contender vuoi? 

Forse i belli occhi, quali ha tolti a noi 
Morte crudel, che omai troppo presume, 
accolti hai in te: adorna del lor nume,
 
il suo bel carro a Phebo chieder puoi. 

O questo o nuova stella che tu sia, 
che di splendor novello adorni il cielo,
 
chiamata essaudi, o nume, i voti nostri:

leva dello splendor tuo tanto via,
che agli occhi, che han d’eterno pianto zelo, 
sanza altra offensïon lieta ti mostri.
Nel romanzo "La Diva Simonetta - la sans par", Aiep Editore, racconto la storia di questa donna bellissima, musa ispiratrice di artisti e letterari del rinascimento Fiorentino

per saperne di più
Brano tratto da "La Diva Simonetta - la sans par"
«Per la gioia degli occhi e del cuore… a tutti voi madonna Simonetta Vespucci!» declamò, reggendo la maschera penzolante tra due dita.
Simonetta fece un inchino al suo affrancatore rispondendo:
«Vi ringrazio gentile messere per la cortesia prestata verso la mia persona. In segno di riconoscenza non posso che chiedervi di essere la vostra dama per il prossimo ballo» il brusio si fece ancora più forte, tramutandosi in un coro di stupore. Non era mai successo che la dama indirizzasse un invito a un cavaliere, così l’adunanza si fece frizzante e inusuale, dando libero sfogo ai commenti che serpeggiarono di labbro in labbro.

Lorenzo si prostrò con eleganza sfiorando il pavimento.

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