Leonardo da Vinci, arte e genio
 

«Sì come una giornata bene spesa dà lieto dormire,

così una vita bene usata dà lieto morire.»

(dal Trattato della pittura di Leonardo da Vinci)

 

Immaginate di immergervi in acqua sorgiva alla temperatura di 38°, mentre intorno la natura lussureggiante inneggia alla bellezza del creato.

E' successo a me qualche anno fa trovandomi alla "Pozza di Leonardo", nel cuore del Parco dello Stelvio.

Leonardo fu inviato in Valtellina dal Duca di Milano Ludovico il Moro, per un sopralluogo che doveva essere funzionale alla regimazione idraulica del bacino dell’Adda.

Così è ancora visibile la sua presenza in un luogo incantato, poco prequentato dai turisti in quanto, trattandosi di bagni termali liberi, l'accesso non è molto agevole e si deve conoscere il luogo per giungervi.

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Fu nello stesso periodo che Leonardo realizzò uno dei dipinti più belli: "La Dama con l'ermellino" databile al 1488-1490. La donna ritratta è identificata con Cecilia Gallerani, amante di Ludovico il Moro, nel momento in cui quest'ultimo ricevette il prestigioso titolo onorifico di cavaliere dell'Ordine dell'Ermellino dal re di Napoli.
Negli occhi della donna, nella luce che la illumina accarezzandola, su uno sfondo scuro che annienta ogni altra cosa, emerge nitidamente un sentimento puro d'amore che nutre per il suo uomo. E tale grazia e fermezza non può che essere ricambiata.
 

"Sopra il ritratto di Madonna Cecilia, qual fece Leonardo".

Di che ti adiri? A chi invidia hai Natura
Al Vinci che ha ritratto una tua stella:
Cecilia! sì bellissima oggi è quella
Che a suoi begli occhi el sol par ombra oscura.

L'onore è tuo, sebben con sua pittura
La fa che par che ascolti e non favella:
Pensa quanto sarà più viva e bella,
Più a te fia gloria in ogni età futura.

Ringraziar dunque Ludovico or puoi
E l'ingegno e la man di Leonardo,
Che a' posteri di te voglia far parte.

Chi lei vedrà così, benché sia tardo, -
Vederla viva, dirà: Basti a noi
Comprender or quel eh' è natura et arte.

(Sonetto di Bernardo Bellincioni, 1493)

Il pensiero di Leonardo ricerca costantemente il confronto con Dio.

Il Cristianesimo è il racconto infinito di Dio, un Dio che si è fatto uomo e che è nella natura. Il problema di Leonardo è capire Dio.

Leonardo ci fa comprendere Dio con l’arte, in quanto nulla ci avvicina più a Dio dell’arte.

L'arte è creazione, accostandosi per sua natura all'essenza divina, in quanto aggiunge al mondo quello che non c’è.

Il mondo cambia attraverso l'arte e il processo creativo non è altro che una prosecuzione della creazione divina.

Gli uomini, per mezzo dell’arte e della musica, aggiungono bellezza alla bellezza del creato.

Per l'artista ne consegue il raggiungimento di un’altra caratteristica di Dio: l’immortalità.

L'artista vive nella mente, nelle parole, nei sentimenti delle donne e degli uomini che godono della bellezza da lui creata, in un fremente spazio vitale.

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