Il colori del tramonto
e della notte
"Quella stessa notte
"Ho fatto una passeggiata lungo il mare una notte, sulla spiaggia deserta. Non era allegra, ma neanche triste, era - bellissima. Il cielo, di un blu intenso, era punteggiato da nuvole di un blu più profondo del blu primario, un intenso cobalto e con altri blu più chiari, come il biancore blu della via lattea. Contro lo sfondo blu le stelle brillavano, luminose, verdastre, bianche, rosa chiaro - più luminose, più scintillanti, più simili a pietre preziose che a casa - anche a Parigi. Quindi sembra giusto parlare di opali, smeraldi, lapislazzuli, rubini, zaffiri. Il mare era un ultramarino molto profondo - la spiaggia era un colore violaceo e rossiccio pallido, mi sembrava - con cespugli". Lettera a Theo Les-Saintes-Maries-de-la-Mer, domenica 3 o lunedì 4 giugno 1888.
 
 

 

  







     Notte stellata sul Rodano, Arles 1888









 

 

 

 

Terrazza del Caffè di notte, Arles 1888

 

 

 

 

 

 

 

 

Notte stellata, Saint Remy, 1889

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Paesaggio di sera con luna nascente, 1889 Otterlo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Quella stessa notte ho guardato fuori dalla finestra della mia stanza sui tetti delle case che si vedono da lì e le cime degli olmi, scure contro il cielo notturno. Sopra quei tetti, una singola stella, ma una bella grande, amichevole. E pensavo a tutti noi, e pensavo agli anni della mia vita che erano già passati, e alla nostra casa, e le parole e con sentimento mi sono venute: 'Tienimi lontano dall'essere un figlio che causa vergogna, dammi la tua benedizione, non perché me lo merito, ma per il bene di mia madre. Tu sei Amore, porti ogni cosa. Senza la tua costante benedizione non possiamo fare nulla" Lettera a Theo, 31 maggio 1876  

              

                                        Cipressi, Saint Remy 1889
 

"Il buio invade tutto intorno, non mi lascia dormire, mi rende inquieto, non mi dà pace. Mi alzo ansimante, con la testa che brulica di pensieri e di sibili inesistenti, e ancora non colgo il significato della mia essenza. Mi affaccio al terrazzino che si apre sul Rodano, dopo tanto peregrinare, ma penso sempre a te, ininterrottamente, dispersa chissà in quale angolo del mondo, ancora una volta abbandonata, rifiutata anche da colui che ti ha amata più di ogni altra cosa al mondo". Dal romanzo "Vincent in Love - il lavoro dell'anima".



                               
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