Breve biografia di Vincent van Gogh



Passato questo primo periodo giovanile
Vincent cresce in un ambiente che segna profondamente i suoi interessi: dopo essere stato mercante d’arte tra l’Aia, Londra e Parigi, lascia una promettente carriera; viaggia, insegna, fa il commesso, ha una crisi mistica che lo porta a un’intensa attività evangelica, fino all'età di 27 anni, quando decide che la sua missione nella vita è diventare artista.
In questa prima fase della sua attività Van Gogh si avvicina molto alla realtà dei poveri e del mondo contadino, ispirandosi all'artista francese Jean-François Millet.

Vincent Willem van Gogh nasce il 30 marzo 1853 a Groot Zundert,  in Olanda, da una famiglia benestante, esattamente un anno dopo la nascita di un suo fratello nato morto che porta il suo stesso nome (foto a destra tomba del fratello).

Il padre Theodorus è un pastore protestante e la madre Anna Cornelia Carbentus viene da una famiglia di religiosi. In ogni caso i suoi genitori hanno altri cinque figli: Anna Cornelia (1855-1930), Théodorus junior, ben presto denominato semplicemente Théo (1º maggio 1857-25 gennaio 1891, Elisabeth (1859-1936), Wilhelmina Jacoba (1862-1941) e Cornelis (1867-1900). Dal gennaio 1861 al settembre 1864 Vincent van Gogh studia alla scuola del paese e dal 1º ottobre 1864 frequenta un collegio della vicina Zevenbergen, dove apprende il francese, l'inglese, il tedesco e l'arte del disegno. Dal 1866 frequenta un'altra scuola presbiteriale, l'Istituto Hannik di Tilburg ma il 19 marzo 1868, a causa dello scarso rendimento ritorna a Zundert senza aver concluso gli studi
(foto sotto casa natale a Zundert).
 
 






Foto scattate a Nuenen presso la casa di Vincent - Vincentre -

E' anche il tempo in cui Vincent vede sfumare il suo sogno d'amore con la cugina Kee  (Cornelia Adriana Vos-Stricker) vedova e con un figlio

che non lo corrisponde (foto a destra)

Ad Amsterdam, pur di vederla, minaccia di bruciarsi la mano sopra la lampada, ma gli zii Vos-Stricker sono irremovibili.

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  All'Aia conosce una donna con cui intrattiene una relazione amorosa. Si tratta di Sien (Clasina Maria Hoornik), una donna che ha un passato di prostituzione con una figlia e un altro in grembo. Con lei Vincent formerà una  vera e propria famiglia, legandosi molto ai suoi figli Maria e Willem. La relazione si interrompe dopo più di un anno e mezzo. Sien si risposa in seguito, ma muore qualche anno dopo suicida gettandosi in un lago.
Vincent vive quindi per un periodo a Nuenen, anche per assistere alla madre che ha subito la rottura di un femore. Qui intreccia una relazione con un'altra donna: Margot Begeman (foto a destra).
Margot è una donnona quarantenne innamorata del pittore, ma subirà le pressioni distruttive della famiglia e della società che giudica e imbriglia in posizioni stereotipate.
E' il periodo de I mangiatori di patate ma anche della morte del padre, quindi della Natura morta con Bibbia
.

Trasferitosi a Parigi nel 1886, Van Gogh conosce l’arte luminosa e vivace degli impressionisti. Frequenta Gauguin e altri artisti del frizzante mondo parigino, trova nuovi colori da aggiungere ai suoi quadri e soggetti più mondani da ritrarre. Scopre le delicate stampe provenienti dal Giappone e conosce nuovi modi di dipingere. Nella capitale francese intreccia un'altra relazione amorosa con Agostina Segatori, maîtresse du Café du Tamburin (foto Jules Chéret. Manifesto per il Café au Tambourin).

Nel il 1888 Vincent si stabilisce ad Arles, con il sogno di fondare una comunità di pittori che condividano i suoi ideali di pittura e uno stile di vita semplice. Grazie all’aiuto di Theo, Gauguin ha i finanziamento per recarsi da Van Gogh, ma le cose non vanno come sperato in quanto l’atteggiamento di Vincent si fa sempre più imprevedibile e violento a causa dell’acuirsi del suo senso di incomprensione e di solitudine. Gauguin rimane poco più di due mesi con Van Gogh nella cosiddetta casa gialla.

È in questa casa che avviene un episodio drammatico: in un momento di follia Vincent rivolge il rasoio contro di sé tagliandosi un pezzo di orecchio. L’episodio spinge Van Gogh a chiedere aiuto per curarsi e si ricovera nella casa di cura di Saint Remy. Qui ritrae i pochi soggetti a sua disposizione: se stesso, gli iris nel giardino dell’ospedale, i cipressi, le stelle.  Sperando nella guarigione decide di trasferirsi a Auvers-sur-Oise, a nord di Parigi. Van Gogh usa i colori a seconda dei propri stati d’animo.

Stanco e depresso, impaurito dalle incontrollabili conseguenze della malattia nervosa, Van Gogh prende un’estrema decisione e una sera di luglio del 1890, a soli trentasette anni, si spara in uno di questi campi e due giorni dopo muore, assistito dall’amato fratello.

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